Protostoria
Nel comune di Ovodda si conservano testimonianze archeologiche che coprono un arco cronologico che va dal Neolitico fino all’età punica.
La presenza prenuragica è attestata da quattro domus de janas: le più note sono S’Abba Bogada e Ghiliddòe, ricavate nella roccia granitica e caratterizzate da pianta circolare e pareti molto levigate, mentre alla necropoli di Mancosu (in territorio condiviso con Tiana) ricadono due tombe scavate nel tufo che conservano tracce di nicchie e corridoi d’ingresso.
Sono noti due menhir isolati, quelli di Predas Fittas e Domosnovas, eretti probabilmente tra Neolitico finale e età del rame come punti di riferimento rituale o territoriale.
Per quanto riguarda l’età nuragica si contano sei insediamenti: il complesso di Ossèli-Osseli, il nuraghe di Campos, quello di Orohòle, Su nodu ’e Lopène, i protonuraghi Nieddio e Hinonele, che documentano fasi costruttive dal Bronzo Medio al Bronzo Recente. I nuraghi di Ovodda, pur conservando caratteristiche tipiche della tradizione costruttiva barbaricina, mostrano una sorprendente varietà tipologica e funzionale. Tra i più interessanti si citano il complesso di Ossèli-Osseli, con un nuraghe quadrilobato circondato da un ampio villaggio di cui si intravedono parte delle strutture interrate o distrutte, e il nuraghe di Orohòle, trilobato realizzato con conci di granito e trachite, che non solo creava un effetto cromatico, ma aumentava la resistenza delle murature.
Completa il quadro la tomba dei giganti di Nieddío, un sepolcro collettivo con esedra di ortostati e corridoio dolmenico, databile al Bronzo Recente.
Questa ricchezza di monumenti rende Ovodda uno dei comuni della Barbagia con la più alta densità di presenze megalitiche.