Protostoria
Il territorio di Ollolai, col suo ricco patrimonio archeologico, offre un affascinante viaggio attraverso la preistoria e la protostoria dell’isola.
Le prime testimonianze di frequentazione di Ollolai sono evidenti nei resti del periodo prenuragico, in particolare al Neolitico Medio risalgono una serie di ripari sotto roccia situati nel Monte San Basilio, tra i quali quello di Sa Conca Fravihà. Questi insediamenti, che sfruttavano le forme della roccia granitica, furono usati fino all’età del bronzo.
A differenza dei comuni vicini, nell’area mancano totalmente le sepolture del tipo domus de janas.
Nel comune era segnalato il menhir di Sos Gadones, monolite in granito alto circa 3 m, oggi distrutto ma documentato da rilievi ottocenteschi e studi successivi.
L’epoca nuragica ha lasciato un’impronta nel paesaggio di Ollolai, sono infatti noti 4 nuraghi, Torotai, Unerte, Lugunnoro, Palai, in parte distrutti, testimonianze preziose di un sistema di controllo e gestione di questo territorio nell’età del bronzo.
Sono presenti i resti di 3 villaggi più tardi, non legati a nuraghi, a Sant’Istianu,su Trihinzu, Sa Untana ‘e sos Pardes.
Nell’area non sono noti monumenti funerari nuragici tipo tombe di giganti, ma solo alcuni ripari sotto roccia o tafoni presso San Basilio, che potrebbero essere stati usati anche come sepolture. Nella stessa località era presente un pozzo sacro.
Ma il patrimonio archeologico di Ollolai non si limita all’epoca nuragica. Il territorio conserva anche tracce di insediamenti romani, testimonianza della presenza di Roma nell’isola e dell’influenza della cultura romana sulla vita delle comunità locali.
Lo stato di conservazione dei monumenti è generalmente discreto, sebbene i nuraghi siano semidistrutti.