Ollolai – Etnografia

Ollolai è un paese montano situato a 920 metri di altitudine, al centro della Barbagia che porta il suo nome, e conta circa 1.200 abitanti. Adagiato sulle pendici settentrionali del Gennargentu, tra boschi di lecci secolari, sorgenti e blocchi di granito, Ollolai è un centro profondamente legato alla sua storia altomedievale e nuragica con una economia per lungo tempo fondata sulla pastorizia e sulla tessitura che si è evoluta mantenendo viva una forte identità comunitaria.

Nel XIX secolo, la vita economica del paese era strutturata principalmente intorno alla pastorizia, che coinvolgeva la maggior parte degli abitanti. A quell’epoca su 956 residenti circa, 160 erano pastori e 130 contadini, mentre le attività artigianali, seppur limitate, erano portate avanti da figure specializzate. L’agricoltura, pur marginale per via della morfologia aspra del territorio, si concentrava sulla coltivazione di cereali come grano e soprattutto orzo, ma anche sui legumi e le patate (recentemente introdotte) destinati al consumo locale. La pastorizia, invece, rappresentava la principale risorsa economica e sociale, con un patrimonio consistente di ovini, caprini, suini e bovini, da cui derivavano prodotti fondamentali come carne, lana e formaggi.

Nel corso del XX e XXI secolo, Ollolai ha vissuto una graduale trasformazione che, pur mantenendo una solida base agro-pastorale, ha aperto nuove prospettive legate al turismo culturale e naturalistico. L’agricoltura cerealicola ha subito una contrazione, ma l’allevamento ovino e caprino è rimasto attivo, sostenuto da una produzione casearia di qualità legata alla tradizione. L’artigianato dell’asfodelo, ancora oggi praticato e mostrato durante eventi comunitari come s’iscrarionzu e Autunno in Barbagia, è diventato un simbolo dell’identità locale. A queste attività si affianca la riscoperta de s’istrumpa, un tipo di lotta tradizionale, praticata nelle feste e reinterpretata in chiave patrimoniale.

Tra le manifestazioni tradizionali più rilevanti bisogna citare le feste di San Giovanni Battista, San Pietro e San Bartolomeo. Le prime due si svolgono rispettivamente il 24 e il 29 giugno, e prevedono una solenne processione mattutina, s’inghiriu, durante la quale cavalieri in costume tradizionale percorrono le vie del paese a cavallo. Il momento centrale delle celebrazioni è rappresentato nel pomeriggio da sa vardia, una gara di abilità a cavallo. Questo evento prende il nome di s’andela de Santu Perdu per la festa di San Pietro, e su palu de Santu Zuanne per quella di San Giovanni. Entrambe attirano numerosi visitatori e si concludono con una cena comunitaria a base di carne di pecora, organizzata dal comitato locale. La festa di San Bartolomeo, nota come sa festa manna ’e Santu Portolu, si tiene il 24 agosto ed è curata dai giovani della leva. Anche in questa occasione si ripropone sa vardia, seguita da una gara di velocità a cavallo, su palu, che completa il calendario festivo estivo.

I saperi tradizionali rappresentano ancora oggi una risorsa strategica. La pastorizia continua a essere parte importante della dimensione sociale grazie anche alle cooperative locali. L’intreccio dell’asfodelo si mantiene vivo grazie a laboratori e iniziative pubbliche, mentre la tessitura è oggetto di progetti di recupero e valorizzazione.

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Bibliografia essenziale

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