Sorgono – Etnografia

Situato a circa 700 metri d’altitudine sul versante occidentale del Gennargentu, Sorgono si estende in un territorio montuoso della regione storica del Mandrolisai. Il paesaggio è dominato da boschi di lecci, querce e castagni, alternati a conifere e macchia mediterranea, e attraversato da corsi d’acqua che appartengono al bacino del Tirso. La posizione geografica e la morfologia del territorio hanno modellato nel tempo pratiche produttive e forme di insediamento legate alla pastorizia, all’agricoltura e, più di recente, al turismo e alla valorizzazione culturale.

Nel XIX secolo, l’economia sorgonese si fondava principalmente sull’agricoltura e sulla pastorizia. Le colture prevalenti erano orzo, grano, legumi, lino e canapa, con una produttività piuttosto elevata per le condizioni montane. In particolare, l’orzo era considerato di ottima qualità. La viticoltura era diffusa e produceva un vino apprezzato, tanto da far dire al solitamente poco complimentoso Angius che “Il vino di Sorgono è veramente superiore in bontà a quello che si può fare in altri paesi di montagna” (p. 1639). Anche la frutticoltura era significativa, con castagni, noci, ciliegi e peri. L’allevamento ovino, caprino e bovino raggiungeva numeri consistenti, mentre l’apicoltura e la lavorazione artigianale dei prodotti agricoli (formaggi, tessuti, panni in lana tinta con pigmenti naturali) completavano il quadro economico. Le donne erano attive nella tessitura e nella lavorazione domestica dei tessuti e del cibo, integrando il reddito familiare.

Nel corso del Novecento, Sorgono ha consolidato la sua posizione come centro del Mandrolisai, anche grazie all’introduzione della ferrovia per Isili – costruita alla fine dell’800 e oggi non più in funzione tranne che per il Trenino Verde – e alla presenza di servizi scolastici, sanitari e culturali. Il comparto agricolo, sebbene ridimensionato, ha mantenuto un ruolo importante, soprattutto con la produzione di vino. Il territorio è oggi incluso nel Catalogo Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici grazie in particolare al comparto vitivinicolo, e i vini locali sono riconosciuti con le denominazioni DOP e DOC Mandrolisai e IGT “Mandrolisai”. La viticoltura, in particolare, rappresenta uno degli elementi identitari più rilevanti, celebrata ogni anno in occasione della festa de sa Innenna, tappa di Autunno in Barbagia.

Accanto all’agricoltura, si è sviluppato anche un artigianato legato all’intaglio del legno, al ferro battuto e alla trasformazione alimentare. Le competenze tecniche locali si riflettono nella manutenzione dei vigneti, nella costruzione di strumenti agricoli e nella produzione casearia e dolciaria. La rete commerciale, benché limitata, serve anche i comuni vicini, e il turismo ha assunto un ruolo crescente grazie al patrimonio archeologico e culturale.

Il centro storico conserva un impianto tradizionale, con case in pietra e palazzi ottocenteschi come Casa Carta. Di rilievo anche il museo del legno, che documenta le competenze artigiane del territorio. La parrocchiale di Santa Maria Assunta, la chiesa di Nostra Signora d’Itria e il santuario di San Mauro, quest’ultimo circondato da boschi e muristenes, sono importanti riferimenti religiosi e culturali. San Mauro, in particolare, è uno dei più importanti santuari rurali dell’isola, e la festa dedicata al santo, alla fine di maggio, coinvolge le comunità di Sorgono, Atzara e Ortueri.

Dal punto di vista archeologico, Sorgono è tra i territori più ricchi della Sardegna centrale. Il parco di Biru ‘e Concas ospita oltre duecento menhir, tra i più numerosi del Mediterraneo, disposti in allineamenti e circoli. L’area testimonia una continuità insediativa che si estende anche alle domus de Janas di Perda Omighedda e Santu Loisu, ai nuraghi Talei, Molimentu e Calamaera, e al villaggio di Ruinacchesos. La presenza di tombe dei giganti e di resti romani rafforza ulteriormente la densità storica del territorio.

Nonostante il calo demografico, la comunità sorgonese mantiene una rete attiva di istituzioni culturali, scolastiche e associative, con una biblioteca comunale e un polo universitario decentrato. Le attività artigiane e agricole, sebbene ridotte, sono sostenute da forme di produzione familiare e cooperative.

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Bibliografia essenziale

Angius, V. (2020 [1841]). Sorgono. In L. Carta (Ed.), Città e villaggi della Sardegna nell’Ottocento (Vol 3, pp. 1638–1641). Nuoro: Ilisso Edizioni.
Angius, C. (Ed.). (2013). In Sorgono. Cargeghe: Documenta.
Bonu, R. (1975). Ricerche storiche su tre paesi della Sardegna centrale: Ortueri, Sorgono, Atzara. Con illustrazioni e piccolo dizionario di lingue morte. Cagliari: Fossataro.
Floris, F. (a cura di). (2007). Sorgono. In La Grande Enciclopedia della Sardegna (Vol. 9, pp. 127– 130). Sassari: Biblioteca della Nuova Sardegna.
Lawrence, D. H. (2012 [1921]). Mare e Sardegna (L. Marrocu, Pref.). Nuoro: Ilisso.
Zedde, A. (2019). Sorgono e il Mandrolisai. Quartu Sant’Elena: IGES.