Situato a circa 500 metri d’altitudine, nel cuore della Barbagia, Orani è un centro collinare con una lunga tradizione produttiva e culturale. Il paese si sviluppa in un territorio caratterizzato da macchia, coltivazioni e boschi, con un insediamento compatto e un tessuto urbano in cui dominano le costruzioni in granito. Alla base dell’identità locale vi è un’economia storicamente legata alla pastorizia, all’agricoltura cerealicola e a un artigianato diffuso che ha dato forma, nel tempo, a filiere produttive complesse e specializzate.
Nel XIX secolo, l’economia del paese si basava su agricoltura e allevamento e si coltivavano orzo, grano, legumi e patate, mentre i pascoli ospitavano un consistente numero di ovini, bovini e suini. Oltre alla pastorizia erano diverse le attività artigiane, in particolare, la lavorazione del legno, del ferro, della pietra e dei tessuti, il cui surplus veniva venduto nei mercati dei centri vicini. La tessitura, una attività soprattutto femminile, includeva la confezione di abiti in orbace e lino, confezionati in ambito domestico e, in parte, venduti all’esterno.
Nel corso del Novecento, il paese ha attraversato un processo di trasformazione legato, da un lato, alla riduzione delle attività agricole e pastorali in senso tradizionale e, dall’altro, all’emergere di nuove forme espressive e produttive. A partire dalla metà del secolo, Orani è divenuto un punto di riferimento per il panorama artistico regionale, con la figura dello scultore Costantino Nivola, che ha mantenuto un forte legame con il paese d’origine. A lui è dedicato il museo Nivola, attivo dal 1995, che ospita opere, documenti e installazioni permanenti. Accanto al museo, la Collezione Delitalaraccoglie numerose opere del pittore Mario Delitala.
Nel tempo, l’artigianato locale si è consolidato come settore di una certa rilevanza, con lavorazioni che uniscono competenze tecniche e trasmissione culturale. Tra le produzioni più importanti si trovano cassapanche in legno intagliato, arredi e utensili in granito, manufatti in ferro battuto, tappeti, gioielli in filigrana d’oro, coperte, abiti in velluto e orbace, oltre a cambales e cusinzos – calzature in cuoio – confezionati secondo metodi tradizionali. L’artigianato si è progressivamente legato al turismo, alla ristorazione locale e alle occasioni pubbliche, in particolare le tappe di Autunno in Barbagia, che ogni anno richiamano numerosi visitatori da tutta l’isola.
Anche il comparto enogastronomico rappresenta un ambito di continuità e adattamento. Il pane carasau, prodotto per lo più in ambito domestico, e una varietà di dolci tipici legati al calendario festivo continuano a essere realizzati per il consumo familiare così come per la vendita.
Per quanto riguarda il carnevale, la maschera tradizionale oranese è quella di Su Bundhu, realizzata in sughero, maschera che unisce tratti antropomorfi a elementi animali. La forma è ovale e riprende un volto umano con naso, doppio mento e baffi, ma a questi aggiungono due corna bovine poste sulla fronte, marcando chiaramente – in un contesto storicamente agropastorale – la connessione con il mondo animale. Il volto è colorato di rosso, mentre i dettagli sono bianchi. È verosimile che il significato di sos bundhos – come quello di altre maschere del Carnevale della zona – sia da ricollegare alla relazione tra individuo e ambiente, tra umano e non umano, connessa a riti stagionali legati alla fertilità e al passaggio di stagione.
Dal punto di vista religioso, la parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, la chiesa del Rosario, quella di San Giovanni e il santuario di Nostra Signora di Gonare – sul monte omonimo, condiviso con il comune di Sarule – rappresentano alcuni dei principali riferimenti. Il santuario, raggiungibile tramite sentieri e strade carrabili, è ancora oggi sede di pellegrinaggi e processioni, che si svolgono in diverse date dell’anno, e l’organizzazione è alternata tra i comitati dei due paesi.
Nonostante il declino della popolazione avvenuto negli ultimi decenni, in maniera non diversa dalla maggioranza dei paesi della Sardegna centrale, Orani mantiene una rete attiva di iniziative culturali e di attività produttive legate alla trasformazione alimentare, all’artigianato e all’ospitalità.