Il comune di Orani (2.664 abitanti al 31 dicembre 2024), situato in un vallone nel cuore della Barbagia, si trova a 521 m s.l.m e appartiene alla sub regione storica di Doris. Si estende per 130,52 km², dista 19 km dal capoluogo di provincia di Nuoro e confina con i comuni di Benetutti, Nuoro, Mamoiada, Sarule, Orotelli, Ottana, Bolotana, Illorai e Oniferi.
Il paese si sviluppa in un territorio caratterizzato da macchia mediterranea, coltivazioni e boschi ove trovano rifugio lepri, volpi, ricci, conigli, martore e cinghiali.
L’economia del paese si basa su attività agricole e pastorali e su un forte settore manifatturiero. Orani vanta una produzione artigianale di grande valore: cassapanche in legno intagliato, arredi e utensili in granito, manufatti in ferro battuto, tappeti, gioielli in filigrana d’oro, coperte, abiti in velluto e orbace, oltre a cambales e cusinzos – calzature in cuoio – realizzati secondo metodi tradizionali.
Il paese si è affermato come importante centro culturale grazie allo scultore Costantino Nivola, originario di Orani. A lui è dedicato il Museo Nivola, uno spazio espositivo che conserva le sue creazioni, materiali documentari e installazioni permanenti. Accanto al museo, la Collezione Delitala custodisce una ricca raccolta di dipinti dell’artista Mario Delitala, contribuendo a fare di Orani un polo artistico di rilievo nel panorama regionale.
Orani possiede inoltre un patrimonio archeologico di grande importanza, che testimonia una presenza stabile nel territorio dall’età del Rame fino all’epoca romana. Nel vasto comprensorio comunale sono stati censiti ben 28 nuraghi, situati su rilievi e pianori strategici per il controllo delle aree agricole e pastorali. Tra gli insediamenti più significativi spicca il complesso di Nurdole.
Il patrimonio folkloristico è rappresentato dalla maschera tradizionale Su Bundhu, protagonista del carnevale oranese. Dal punto di vista religioso, le chiese di Sant’Andrea Apostolo, del Rosario, di San Giovanni e il santuario di Nostra Signora di Gonare – situato sull’omonimo monte, condiviso con il comune di Sarule – costituiscono alcuni dei principali luoghi di culto e celebrazione.