Il comune di Mamoiada (2.389 abitanti al 31 dicembre 2024) appartiene alla subregione della Barbagia di Ollolai ed è situato a 644 m s.l.m. Si estende nel settore centro-orientale della Sardegna per 49 km² e dista 18 km dal capoluogo di provincia, Nuoro, al cui territorio è limitrofo. Confina inoltre con i comuni di Orgosolo, Fonni, Gavoi, Ollolai, Sarule e Orani.
Il paese si colloca tra il Gennargentu e il Supramonte, in un paesaggio collinare modellato da boschi di roverella che costituiscono l’ossatura verde del territorio. Questi sono arricchiti da macchie di vegetazione mediterranea e da pascoli verdeggianti, dove trovano rifugio il riccio e il cinghiale. Il territorio è inoltre ricco di sorgenti.
Le filiere oggi attive a Mamoiada sono quella zootecnica e della trasformazione lattiero-casearia, quella vitivinicola e quella artigianale. Piccole aziende familiari portano avanti la produzione di formaggi, mentre il settore vinicolo, grazie anche alla valorizzazione della viticoltura di montagna e dei vitigni autoctoni Cannonau e Granazza, ha conosciuto una notevole espansione, con cantine locali che coniugano artigianalità e innovazione.
Completano il quadro economico l’artigianato ligneo e la produzione dolciaria, che rappresentano una forma di microeconomia diffusa. All’interno del tessuto urbano si sviluppano inoltre piccole imprese nei settori della ristorazione, dell’accoglienza e dei servizi alla persona.
Il Museo delle Maschere Mediterranee, il Museo della Cultura e del Lavoro, il sito archeologico di Sa Perda Pintà (o stele di Boeli), la necropoli di Istevene e le domus de janas disseminate nel territorio costituiscono il ricco patrimonio culturale del paese. Mamoiada ha saputo trasformare queste risorse in un’offerta turistica innovativa, segnando una svolta significativa nel suo sviluppo economico.
Il paese conserva infine uno dei carnevali barbaricini più antichi, legato alle maschere dei Mamuthones e degli Issohadores. Le celebrazioni iniziano con la loro prima uscita in occasione dei fuochi di Sant’Antonio (Sant’Antoni de su ’ohu) il 17 gennaio, che dà avvio al carnevale. Tra le tradizioni più sentite si annoverano i festeggiamenti di Lorett’Attesu e dei Santi Cosma e Damiano.