Lodine – Etnografia

Lodine è un piccolo centro della Barbagia di Ollolai, con circa 300 abitanti, situato su un altopiano a quasi 900 metri di altitudine. Affacciato sul lago di Gusana, si trova in una delle aree montane più elevate della Sardegna centrale. Divenuto comune autonomo nel 1988, si inserisce in un contesto ambientale ricco di boschi, sorgenti, affioramenti granitici e siti archeologici di epoca nuragica. L’economia locale, incentrata tradizionalmente sulla pastorizia e sull’agricoltura di montagna, si è mantenuta nel tempo grazie alla trasmissione di pratiche comunitarie e all’uso sostenibile delle risorse naturali.

Secondo Angius, nel XIX secolo l’impianto produttivo del paese era basato su una combinazione di pastorizia e agricoltura, con piccoli appezzamenti familiari – le tancas – destinati alla coltivazione di cereali come orzo e grano, ortaggi, frutta e canapa. L’allevamento era praticato in forma estensiva e seguiva i ritmi della transumanza, con spostamenti stagionali verso aree più miti come il Campidano e la Baronìa. Le famiglie possedevano buoi e cavalli per il lavoro nei campi, ma anche vacche, pecore, capre e suini per la produzione di formaggi, carne e lana. Le donne erano impegnate nella tessitura di panni in lino e canapa, mentre la pesca nei torrenti locali – soprattutto di trote e anguille – integrava l’economia di sussistenza. Il commercio, seppur limitato, si basava sull’eccedenza dei raccolti, sui prodotti caseari e sui tessuti venduti nei centri vicini.

Con l’avanzare del Novecento e fino a oggi, Lodine ha conservato il suo carattere agropastorale, mentre la coltivazione di cereali, ortaggi e frutteti persiste su piccola scala e l’allevamento ovino e caprino garantisce ancora una produzione lattiero-casearia di qualità, trasformata in caseifici artigianali o per l’autoconsumo. Il paesaggio circostante – modellato dal lago di Gusana, dai boschi di querce e dalle alture granitiche – ha favorito l’emergere di un turismo naturalistico ed escursionistico.

Il carnevale lodinese (su harrasehare), le festività religiose e gli eventi culturali. Luoghi come la piazza di San Giorgio e la chiesa di San Giuseppe continuano a essere punti di riferimento per la vita sociale.

Le filiere produttive attualmente attive comprendono in primo luogo quella zootecnica e casearia, ancora oggi fonte primaria di reddito per molte famiglie, seguita dall’agricoltura mista e dalla viticoltura in piccola scala. Il turismo rurale e archeologico offre nuove prospettive, grazie all’attrattività del paesaggio, alla presenza del lago di Gusana e alla vicinanza con importanti siti nuragici come il villaggio di Soroeni.

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Bibliografia essenziale

Angius, V. (2020 [1841]). Lodine. In L. Carta (Ed.), Città e villaggi della Sardegna nell’Ottocento (Vol 2, pp. 715–717). Nuoro: Ilisso Edizioni.
Floris, F. (a cura di). (2007). Lodine. In La Grande Enciclopedia della Sardegna (Vol. 5, pp. 309– 311). Sassari: Biblioteca della Nuova Sardegna.
Zirottu, G. (2006). Lodine: Il borgo delle battaglie. Lodine: Amministrazione comunale.