Nuoro – Arte, letteratura e narrazioni audiovisive

Letteratura

Nuoro letteraria

Impossibile sintetizzare in poche righe la ricchezza letteraria che ammanta la città che è stata ribattezzata l’Atene Sarda: Nuoro, città nel cuore della Sardegna, è stata un crocevia di intellettuali, scrittrici e scrittori, ma anche per tutti coloro che hanno intrapreso un viaggio attraverso l’isola. È stata una tappa imprescindibile per l’attraversamento di D.H. Lawrence in Mare e Sardegna, ma anche per quello di Elio Vittorini in Viaggio in Sardegna (poi ripubblicato con il titolo Sardegna come un’infanzia), che partecipò nel 1932 insieme a un gruppo di autori a un vero e proprio viaggio organizzato lungo la Sardegna e le sue coste (passando dunque ovviamente anche per Nuoro). Ma sono soprattutto tre le figure di riferimento immancabili per le passeggiate letterarie lungo le strade, i rioni e i dintorni nuoresi: Grazia Deledda, Salvatore Satta e Marcello Fois.

Grazia Deledda (1871-1936), scrittrice conosciutissima e premio Nobel per la letteratura, ha fatto di Nuoro e della Barbagia il suo universo narrativo, in cui la città e i territori limitrofi emergono come un luogo primitivo e quasi mitico, dove la natura aspra e le tradizioni secolari plasmano destini e caratteri. I suoi personaggi sono spesso legati a un senso di fatalismo e alla ciclicità della vita rurale. Per un attraversamento dell’intera opera di Deledda all’insegna dei luoghi, compresi quelli urbani di Nuoro, rimandiamo a due belle pubblicazioni recenti. In Sardegna con Grazia Deledda di Rossana Dedola (2020) fa seguito a un’opera antecedente dell’autrice, in cui Dedola si misurava con la biografia della scrittrice sarda oltre i confini dell’isola, da Nuoro a Roma, sino alle sponde della riviera romagnola – Deledda trascorreva le vacanze in un villino liberty della località di Cervia. In quest’ultimo libro invece, che si offre al contempo come un saggio, un memoir personale e una guida turistica a sfondo letterario, Dedola percorre i sentieri deleddiani sardi, attraversando molte altre località delle aree barbaricine e del Mandrolisai. In Sardegna con Grazia Deledda, intrisa pure di numerose citazioni dai romanzi della scrittrice che è divenuta icona di una letteratura sarda di respiro nazionale e internazionale, è essa stessa un’opera letteraria a sé stante, che si offre come letteratura di viaggio, di attraversamento non solo dei luoghi, ma anche di quel patrimonio immateriale che è centrale pure in un’altra pubblicazione recente che ripercorre luoghi e tradizioni della Sardegna in una prospettiva femminile, Maestre dell’università sconosciuta di Bastiana Madau (2023). Di tutta la vastissima produzione deleddiana, menzioniamo, in virtù di sintesi, soprattutto Cosima, il romanzo di sapore autobiografico pubblicato postumo all’interno del quale la città di Nuoro funge da catalizzatore fondamentale della caratterizzazione della protagonista. Proprio le pagine di questo romanzo accompagnano oggi chi visita il Museo Deleddiano, tappa obbligatoria di un turismo letterario crescente che vede, nelle case-museo, poli di attrazione nel segno della cultura. Alla ricostruzione degli ambienti, secondo un rigore filologicamente storico e attingendo anche all’arredo originale delle abitazioni della scrittrice, si accompagnano pannelli che recitano alcune pagine dal romanzo di formazione di Deledda.

Le atmosfere nuoresi deleddiane sono al centro anche di un’altra guida letteraria che abbraccia l’integralità del territorio sardo, ovvero Sardegna di carta di Alessandro Cadoni (2024), che si sofferma, proprio a proposito del capoluogo barbaricino, in maniera estensiva anche su un’altra figura fondamentale della cosiddetta nouvelle vague sarda. Il giorno del giudizio (1977) di Salvatore Satta (1902-1975) ci offre una Nuoro di inizio Novecento, una città-mondo che diventa microcosmo dell’esistenza umana. Vero e proprio “nido di corvi”, in cui le dinamiche sociali e familiari si svolgono con una forza tragica, i suoi personaggi sono indissolubilmente legati alla città, che li segue come un’ombra, definendo la loro moralità e il loro destino. La Nuoro di Satta è un luogo del “giudizio”, dove il bene e il male si confrontano in un dramma epico, che si svolge tra le sue vie, le sue piazze e le sue case, dove infatti non mancano anche alcune “parole sui muri” tratte proprio da Satta nel rione di Seuna – così come quelle di Grazia Deledda punteggiano le strade di quello di Santu Predu.

Avvicinandoci all’ultracontemporaneo, Marcello Fois, fra i principali esponenti della fase a noi più vicina di questa “nuova letteratura sarda”, ambienta a Nuoro e dintorni recuperando la tradizione di Deledda e Satta, secondo uno sguardo che abbraccia la Storia e la microstoria, come in Sempre caro (1998), ambientato nella Nuoro fine ottocentesca in cui casi ripercorre, in forma finzionale e romanzesca, la figura storica di Sebastiano (Bastianu) Satta, avvocato e poeta al quale è dedicata una delle più belle piazze della città, punteggiate dalle sculture di Costantino Nivola a lui dedicate; oppure nella trilogia romanzesca ora raccolta sotto il nome di I chironi (2017), in cui ritroviamo gli stilemi della saga familiare attraverso i passaggi di una Storia che trasforma progressivamente anche la città di Nuoro. A tutta l’area nuorese e barbaricina Fois ha dedicato un libro di non fiction, paradossalmente e polemicamente intitolato In Sardegna non c’è il mare. Viaggio nello specifico barbaricino (2013), in cui lo scrittore affronta la stereotipia legata all’immaginario dell’entroterra sardo e in cui, a partire dalla propria personale esperienza, ci offre un viaggio non solamente attraverso i luoghi, ma anche attraverso gli scrittori e le scrittrici (Deledda, Satta, Atzeni, Dessì, Fiori, Mannuzzu) che attraverso le loro opere hanno plasmato l’identità culturale dell’isola, e ripercorrendo le parole dei quali è possibile uscire dall’idea contemporanea che la Sardegna sia solamente una meta di turismo balneare.

Interessante che un certo filone, a cavallo fra noir, romanzo poliziesco e legal thriller, si manifesti anche in alcune pubblicazioni romanzesche recentissime di case editrici sarde, come Eroina (2022) di Mauro Pusceddu, che vede la prima vice-commissaria nera italiana alle prese con i casi della città di Nuoro, dove viene inviata; oppure nelle atmosfere di sapore distopico di Alessandro Stellino in Ogni animale muore nella tana (2014), in cui la città di Nuoro e soprattutto la sua periferia si trasformano in vero e proprio un non-luogo. Ed è sempre il rapporto fra città e periferia nuorese, fra urbano e naturale ad animare anche un romanzo recente di tutt’altro sapore, una storia di adolescenza e amicizia intrisa di realismo come quella raccontata da Alessandro De Roma nel suo La mia maledizione (2014).

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Bibliografia essenziale

Alessandro Cadoni, Sardegna di carta, Il Palindromo, 2024;
Rossana Dedola, In Sardegna con Grazia Deledda, Giulio Perrone Editore, 2020;
Grazia Deledda, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna [1894], il Maestrale, 2024;
Grazia Deledda, Cenere [1904], introduzione di Michela Murgia, Utopia Editore, 2021;
Grazia Deledda, Sino al confine (1910), il Maestrale, 2009;
Grazia Deledda, La chiesa della solitudine [1936], Ilisso, 2008;
Grazia Deledda, Cosima [1937], edizione critica a cura di Dino Manca, Edes, 2016;
Alessandro De Roma, La mia maledizione, Einaudi, 2014;
D.H. Lawrence, Mare e Sardegna, a cura di Luciano Marrocu, traduzione di Tiziana Serra, Ilisso, 2000;
Bastiana Madau, Maestre dell’Università sconosciuta, Soter, 2023;
Marcello Fois, In Sardegna non c’è il mare. Viaggio nello specifico barbaricino, Laterza, 2013;
Marcello Fois, Sempre caro [1998], Einaudi, 2015;
Marcello Fois, I Chironi [racchiude Stirpe, Nel tempo di mezzo, Luce perfetta], Einaudi, 2017;
Salvatore Satta, Il giorno del giudizio [1977], Adelphi, 1990;
Elio Vittorini, Sardegna come un’infanzia, a cura di Alessandro Cadoni, il Maestrale, 2022.

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