Teti è un piccolo centro montano della Barbagia di Ollolai, situato a oltre 700 metri d’altitudine sulle pendici nord-occidentali del Gennargentu. È posto su rilievi granitici ricchi da boschi di lecci e querce e da valli incise da corsi d’acqua e da un fitto reticolo di sorgenti, tra cui quelle di Issei, Alineddu e la fontana de sa Pudda. Il contesto ambientale, particolarmente ricco in biodiversità, include cervi, mufloni, daini, aquile reali e altri rapaci che popolano il paesaggio circostante, compreso il bacino del lago di Cucchinadorza, alimentato dal fiume Taloro e impiegato nella produzione idroelettrica.
Fin dal XIX secolo, Teti ha basato la sua economia su agricoltura e pastorizia. Le coltivazioni principali riguardavano orzo, legumi e ortaggi – tra cui cavoli e cipolle – mentre la cerealicoltura su larga scala era limitata dalle condizioni climatiche e morfologiche della zona. L’allevamento, estensivo, comprendeva ovini, caprini, bovini e suini. I formaggi erano destinati in parte al consumo locale e in parte alla vendita nei villaggi circostanti. L’artigianato femminile includeva la produzione di tessuti in lino e lana, intreccio di cesti e oggetti in fibre vegetali, destinati a usi domestici e allo scambio.
Nel corso del Novecento, il paese ha mantenuto una forte impronta agro-pastorale, affiancata da una progressiva valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale, piuttosto ricco per quanto riguarda l’epoca nuragica. Tra i siti più noti si segnala il villaggio-santuario nuragico di Abini, la tomba di Giganti di Atzadalai – dove fu ritrovata la cosiddetta “Venere dormiente”, una delle più antiche sculture sarde –, il complesso di s’Urbale, e i nuraghi Alineddu, Turria e Funtana Bona. I materiali rinvenuti sono oggi custoditi nel Museo Archeologico Comprensoriale, situato nel centro del paese.
A livello architettonico, a Teti sono diverse le testimonianze significative, come la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, del XVII secolo, con arredi originali e una facciata rinnovata in epoca rinascimentale. Poco distante si trova la chiesa campestre di San Sebastiano.
Attualmente, la rete produttiva di Teti rimane centrata sulla pastorizia e sulle attività agroalimentari di piccola scala. La filiera casearia, il pane fresa e i dolci tipici come su bastone e sas cocois, sono diventati elementi patrimonializzato valorizzati durante Autunno in Barbagia. Tra le feste principali sono da ricordare la Festa della Madonna della Neve, che si tiene il 5 agosto, e quella di San Sebastiano, che si svolge attualmente l’ultima domenica di agosto. Inoltre, a gennaio, si celebra il Carnevale, con le maschere di Su Sennoreddu e s’Iscusorzu.