Biru ‘e Concas

Biru ‘e Concas è un sito archeologico di notevole importanza, situato in una zona collinare caratterizzata dalla presenza di affioramenti rocciosi di granito. Il sito si distingue per la presenza di un’elevata concentrazione di menhir, alcuni dei quali presentano incisioni e protomi taurine. Il complesso comprende anche strutture cultuali, aree di sepoltura e tracce di insediamenti nuragici.

Il sito è caratterizzato dalla presenza di numerosi menhir, di diverse dimensioni e forme, che spesso raggiungono altezze considerevoli (fino a diversi metri). Alcuni menhir presentano incisioni geometriche e rappresentazioni di protomi taurine (teste di toro).
La concentrazione di menhir e la presenza di protomi taurine rendono il sito unico nel panorama archeologico sardo.

Il sito comprende diverse strutture interpretate come luoghi di culto e di cerimonia. Si tratta di aree delimitate da pietre, altari e nicchie ricavate nella roccia. La presenza di queste strutture conferma la funzione sacrale del sito e la sua importanza come centro di aggregazione e di rituali.

Nell’area sono state individuate aree di sepoltura, con resti di tombe a cista e altre forme di sepoltura tipiche dell’età nuragica. La presenza di aree di sepoltura suggerisce che il sito fosse anche un luogo di memoria e di culto degli antenati.

Nei pressi del sito sono state individuate tracce di insediamenti nuragici, con resti di capanne e strutture abitative. La presenza di insediamenti indica che il sito era frequentato da comunità nuragiche che vivevano nella zona e che utilizzavano il complesso megalitico per scopi religiosi e sociali.
Le evidenze archeologiche suggeriscono che il sito sia stato frequentato a partire dal Neolitico recente (IV millennio a.C.), con una maggiore intensità durante l’età del Bronzo (civiltà nuragica, II-I millennio a.C.).

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Bibliografia essenziale

AA.VV., Sorgono: Biru 'e Concas e il significato dei menhir. Cagliari, 2004.
Lilliu, G., La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all'età dei nuraghi. Torino, 1988.